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TRASFORMAZIONE DI MIA MOGLIE ROBERTA CAP. 9


di ackermax
25.07.2025    |    6.912    |    10 8.7
"Per farlo contento e per terminare presto questo strazio gli faccio sentire bene i miei gemiti..."
CONTINUA IL RACCONTO DI ROBERTA

Dopo cena il Capo mi porta fuori in giardino, siamo soli io e lui. Io solo con la mia lingerie di lusso addosso, lui vestito in maniera elegante. Mi fa uscire in giardino prima di lui, non per galanteria, ma per guardarmi mentre cammino. Mi sono guardata allo specchio prima di andare in salone e mi sono piaciuta tanto. Ci sarà pure un motivo perché queste cose costano tanto. Da dentro accendono le luci del giardino, mi sento osservata da tanti occhi, specialmente quelli di Michele ed infatti è lassù che mi guarda. Il Capo beve e si accende una sigaretta.
“dopo cena una bel bicchiere di qualcosa di alcolico, una bella fumata, una passeggiata all’aperto ed una bella donna in mia compagnia ci sta tutto” dice aspirando la sua sigaretta.
“Alessandro” dico io chiamandolo per nome “per me è stato uno shock vederti qui stasera. Ma in questi pochi giorni mi sono resa conto che questa rete di amici ha ramificazioni ovunque, quindi non mi sorprende più nulla”.
“Esatto mia cara” dice Alessandro “io oggi ero in quella villa, ma non ho partecipato al glory hole perché stasera saresti stata tutta per me. Devo dire che sei stata veramente brava. Hai fatto tutto per rimanere con Jose e Ricardo e per rivedere tuo marito. Anche quei due morti di fame fanno parte del nostro giro di amicizie, ci serviamo spesso di loro. Ma se fossi entrata nella nostra scuderia, ti avremmo ricoperta di regali ed avresti guadagnato tanto.”
“Alessandro, io sto facendo questo per mio marito prima di tutto e per Jose e Ricardo che nonostante tutto si sono comportati bene con me” dico io.
“Ma con gli amici che potremmo farti conoscere, potresti migliorare notevolmente la tua vita e quella di tuo marito. Ora in pratica stai giocando per Jose e Ricardo senza avere nulla in cambio” mi incalza Alessandro “e fino ad ora le spese sostenute sono state tante”.
“Lo so e delle spese me ne dispiace sul serio” rispondo.
“Ora è il caso di entrare” dice Alessandro “voglio gustarti tutta”.

Entriamo in casa, io sempre davanti e lui dietro a guardarmi il culo. Andiamo in camera da letto, Alessandro chiude la porta alle sue spalle. Mi fa stare in piedi, mi gira intorno e mi guarda tutta.
“Sei bellissima Roberta, Jose ha fatto davvero un’ottima scelta” mi dice “per stasera sei tutta mia, posso farti quello che voglio, come voglio. Mi appartieni”.
Cerco di seguirlo con lo sguardo mentre mi gira attorno ed ascolto bene le sue parole. Non mi preoccupa più niente ormai, ma mi posso aspettare di tutto. Questa famosa rete di amici all’interno ha maniaci di ogni categoria e di ogni età.
“Peccato che dobbiamo rimanere qui in casa, mi sarebbe piaciuto portarti con me” dice Alessandro “e mostrata ai miei amici e sono sicuro che li avresti soddisfatti tutti. Ma magari un’altra volta trattiamo la questione con Jose e Ricardo. Adesso spogliami e inginocchiati davanti a me”.
Eseguo il suo ordine ed inizio a togliergli i vestiti. Rimane nudo, ha un fisico ben curato. Ha il cazzo a riposo ma già le misure mi fanno capire che mi sorprenderà. Ripongo i vestiti sull’uomo morto di mio marito per non sgualcirli e dopo mi inginocchio davanti a lui. Riprende a girarmi attorno per vedere il mio corpo e ammirare la mia pelle. Si ferma davanti a me, si china per prendere il mio mento e lo indirizza verso il suo cazzo che prontamente metto in bocca. Lo sento crescere in bocca, adoro questa sensazione e quando lo tiro fuori, scopro una cappella enorme. Lo prendo in mano, lo dirigo verso di lui e inizio a leccare le palle, una alla volta. Le metto delicatamente in bocca.
Non ci sono peli, li ha tolti tutti rendendomi il lavoro più facile e gustoso. Percorro l’asta con la lingua ed arriva di nuovo alla cappella. La lecco tutta intorno. Con la punta della lingua stuzzico il frenulo che gli provoca delle meravigliose reazioni. Con il cazzo in una mano e le palle nell’altra, affondo la mia bocca sul suo cazzo fino a farmelo arrivare in gola. Alessandro mi prende la testa tra le sue mani e spinge forte.
Ho un conato, ma riesco a trattenerlo. Una quantità enorme di saliva esce dalla mia bocca. Mi prende per i capelli e tirandoli fa uscire e rientrare violentemente il suo cazzo dalla mia bocca. Quando rientra non si accontenta di metterlo dentro, ma vuole ficcarmelo nell’esofago. Mi sembra di soffocare. Ad un certo punto mi spinge la testa verso il suo bacino. Ho il cazzo completamente in gola, non riesco a respirare perché ho il naso schiacciato su di lui. Lo toglie di botto ed in maniera repentina lo rimette dentro. È una sofferenza, ma gli piace, si sente perché la cappella si gonfia ed inizio a sentire anche un sapore leggermente salato. Mi prende di nuovo per i capelli, li tira facendo uscire il suo cazzo e mi molla un ceffone.
“Puttana, mi stavi facendo venire” mi dice “voglio invece prima scoparti tutta dappertutto”.

Mi molla un altro ceffone e mi alza il viso dal mento. Dalla bocca cola la saliva e sto lacrimando. Ho tutto il trucco ormai rovinato. Mi guarda emi sputa in faccia spalmandola bene con la sua mano sul mio viso.
“Apri la bocca zoccola” mi ordina.
La apro e mi sputa ripetutamente in bocca.
“Ora ingoia brutta puttana, ti avevo avvisato che avrei potuta farti di tutto perché mi appartieni stasera” mi dice ancora.
Un po’ a forza, ingoio quello che mi ha sputato in bocca. Ho il viso tutto bagnato tra la mia saliva ed il suo sputo.
“Ora spogliati perché non devi sporcare quello che ti ho regalato” mi ordina ancora.
Rapidamente mi tolgo tutto, rimango completamente nuda e mi metto ancora in ginocchio davanti a lui. Mi prende per i capelli e mi trascina per tutta la stanza. In pratica i miei capelli fanno da guinzaglio.
“Brava cagna, andiamo a spasso” mi dice mentre mi tira per i capelli per tutta la camera da letto.
“Ora devo pisciare, vieni con me, andiamo in bagno” mi dice.
Sempre tirandomi per i capelli mi trascina in bagno. Mi fa entrare nella doccia e mi fa inginocchiare. Con difficoltà per l’erezione, direziona il cazzo verso la mia bocca.
“Apri la bocca puttana e ingoia” ordina.

Apro la bocca e mi scarica dentro una pisciata lunghissima. Ogni tanto si interrompe per darmi la possibilità di mandare giù la sua urina. Logicamente non riesco a tenerla tutta, inevitabilmente mi esce dalla bocca e cola su tutto il mio corpo. Poi riprende, non so quanta ne aveva. Ne bevo più che posso. Mi afferra per i capelli, mi spinge la testa sul pavimento della doccia e mi ordina di pulire tutto con la lingua. Per non rimanere piegato, mi spinge la testa con il suo piede.
“Stasera sei mia, ho diritto di fare quello che voglio” dice in maniera autoritaria.
Quando ho finito di pulire il pavimento della doccia, apre l’acqua gelata e mi fa lavare tutta.
“Asciugati e vieni sul letto, stronza, ti aspetto di là. E sbrigati!”
Cerco di fare il prima possibile, ma sto gelando, non sopporto la doccia fredda. Quando vado in camera da letto, Alessandro sta tranquillamente fumando stando sdraiato sul letto dalla parte di Ivano. Getta la cenere in terra, fregandosene se mi desse fastidio oppure no.
“Vieni qui e riprendi a farmi una pompa come si deve, che quella che stavi facendo prima non sapeva di niente. Sai quante ne trovo di zoccole meglio di te?”

Colpita nell’orgoglio mi dedico al suo cazzo meglio che potevo. Me lo ficco tutto in bocca cercando di stringerlo con la gola. Lo metto dentro fino a farlo sparire tutto, cercando di non farmi venire i conati. Sembra gradire il porco perché sta gemendo. Lecco di nuovo tutta l’asta e di nuovo le palle. Gli apro le chiappe e lecco il suo buco di culo infilandoci la lingua. Nel frattempo lo masturbo per non fargli perdere l’eccitazione. Risalgo piano piano con la lingua, gli lecco la pancia, l’ombelico e mordicchio i suoi capezzoli.
Con una mano dirigo il suo cazzo verso la mia fica e me lo infilo dentro. Quella cappella così grossa mi provoca un brivido di piacere. Inizio a cavalcarlo senza sosta, non solo muovendomi su e giù, ma anche facendo avanti e indietro per far strusciare bene il cazzo sulle pareti interne della mia vagina. Mi piego in avanti per mettergli il mio seno sul suo viso. Il porco gradisce il lavoro, afferra mio seno e stringendo i capezzoli, li morde forte. Lancio un urlo, mi dà uno schiaffo dicendo di stare zitta e non urlare altrimenti avrebbe fatto peggio.
Continuo a muovermi ed a farmi torturare il seno come gli piace.
“Se fossi stata tutta mia, ci avrei messo due anelli a questi capezzoli” dice il porco.
“Ora sono tua” rispondo “fai quello che vuoi.
Alessandro mi ferma e di forza mi gira a pancia in su. Spalanca le mie gambe e mi penetra con forza. Si piega verso di me, mi ordina di tenere la bocca aperta e sputa dentro.
“Ingoia tutto puttana” mi dice “tanto lo so che ti piace”.

Con una mano prende il mio viso, stringe le mie guance costringendomi a tenere la bocca aperta. Continua a sputarmi dentro ed ingoio tutto. Intanto mi scopa con forza, stringe così forte che sento sbattere il suo bacino contro il mio. Ogni tanto mi molla uno schiaffo perché secondo lui non sincronizzo i suoi movimenti. Mi sputa in faccia e la spalma sul mio viso.
Una volta stufo, esce dalla mia fica, mi fa mettere carponi e senza un minimo di lubrificazione mi infila il cazzo nel culo. Vorrei urlare dal dolore, ma non posso. Mi fa davvero male, ci metto un po’ a farlo passare, la sua cappella è davvero grande. Ma poi inizio a godere, mi piace. Averlo nel culo è una sensazione bellissima. Si eccita tanto prendendomi a schiaffoni il culo, il rumore penso si senta fuori. Per farlo contento e per terminare presto questo strazio gli faccio sentire bene i miei gemiti. Mi afferra i fianchi e tirandoli a sé, mi infila tutto il cazzo nel culo facendo sbattere forte i suoi coglioni sulle mie chiappe.
“Puttana ma quanto ti piace averlo nel culo eh, si sente che stai godendo come una cagna” mi dice mentre mi sta sfondando il culo “la prossima volta ti faccio scopare dal mio cane, ha un cazzo enorme, le altre ragazze lo hanno gradito”.
Inaspettatamente quella cosa di farmi scopare dal suo cane mi provoca un brivido di piacere così forte che stringo forte il culo attorno al suo cazzo.
“lo sapevo che ti sarebbe piaciuto zoccola, vedrai quanto ti faccio divertire” mi dice mentre assesta gli ultimi colpi prima di uscire.
Mi fa mettere in ginocchio per terra, mi fa aprire la bocca e scarica una grande quantità di sborra dentro. Qualcosa mi cola dai lati delle labbra, Lui lo vede, mi molla un paio di schiaffi e poi con la mano aperta spalma tutto sul mio viso.
Mi viene dietro, mi molla un calcione nel culo che mi fa cadere in avanti.
“brava puttana, sei stata davvero brava, mi hai fatto godere bene” mi dice “la prossima volta però vieni da me”.
Inizia a vestirsi. Io rimango in ginocchio. Mi fa male il culo, ho la fica in fiamme e il viso che sa di sborra e sputo.
“Domani mattina aspetto tuo marito nel mio ufficio alle 9, mi raccomando, diglielo” mi ordina.

Esce e va via, lascia la porta aperta della camera da letto e passando dal salone, vedo che si ferma con Jose e Ricardo. Dalla tasca della giacca tira fuori una busta che consegna loro.
“La prossima volta da me, con le mie regole, non accetto deroghe” dice spocchioso prima di uscire.
Jose e Ricardo entrano in camera da letto, vedono in che stato mi ha ridotto quel porco. Hanno un momento di compassione.
“Vai a farti una doccia e vai in camera di tuo marito, ti sta aspettando” dice Jose.
“Ci facciamo sentire noi tra due giorni” prosegue Ricardo dandomi un nuovo cellulare “il tuo lo teniamo noi, questo lo tieni sempre acceso. Non puoi chiamare, ti chiamiamo noi”.
Mi lasciano il cellulare nuovo e 1000 euro. Escono e vanno via. Io vado a fare una doccia veloce, ho bisogno di stare con Ivano e parlarci, ma soprattutto gli devo dire di andare domani alle 9 nell’ufficio del suo capo.

Continua al Cap. 10
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